Nasce a Siracusa. La passione per la musica pop lo contagia subito: i dischi dei Beatles se li trova a casa e le loro canzoni escono dalla radio. È “colpa dei Fab Four” se inizia giovanissimo a studiare e suonare il pianoforte. E poi la chitarra, il sassofono, il flauto traverso. Il ragazzo ha talento, a 17 anni ha già scritto le sue prime canzoni. Sono gli inizi degli anni ’80, in giro c’è tutto un fermento di cose nuove che attraversa la musica e non solo. In Italia una "nuova ondata" di artisti raccoglie e rilancia l’eccitazione di quei giorni: Mario è a Catania, incontra tre giovani musicisti e insieme formano i Denovo. Lui suona la chitarra, canta (alternandosi a Luca Madonia) e continua a scrivere canzoni. Nel 1982 i Denovo prendono parte al Festival Rock Italiano di Bologna: arrivano secondi, dietro a dei giovanissimi Litfiba. Le cantine e i garage di casa nostra si riempiono di amplificatori, microfoni e chitarre, ragazzi che provano e ci provano. È il Nuovo Rock Italiano, così lo chiamano. Otto anni di onorata carriera per la band catanese che mescola leggerezza e intelligenza, pop britannico e aromi mediterranei. Sfornando canzoni memorabili - Niente insetti su Wilma o Se tengo il passo, giusto a citarne due firmate da Mario - e cinque album che proclamano i Denovo culto del pop italiano. Passano anche per il palcoscenico di Sanremo: Sanremo Rock, la prima volta; il teatro Ariston, il tempio, la seconda. Si scioglieranno nel 1990. Ma il tempo non ne ha ancora spento il culto. Siamo ai primi anni ’90, Mario Venuti scrive sempre canzoni. È un uomo curioso, pieno di stimoli. Musicali e culturali. Va in giro, viaggia, arriva sino in Brasile, gusta e annusa l’aria, i colori della terra del samba, della bossanova e Caetano Veloso - altra sua personalissima icona insieme ai Beatles. La sintesi di questo suo nuovo percorso la inscatolerà nel suo primo disco da solista, Un Po’ Di Febbre, del 1994. Un disco dall’aspetto un po’ hippie, eclettico e originale in cui Mario offre una prova di grande maturità e canzoni di alto livello, in cui il pop si riempie di fragranze e suggestioni brasilianofone. Musica raffinatissima e originale. Canzone d’autore, world e pop music. I testi si mescolano alla musica diventando suono essi stessi, creando un risultato avvolgente e magico. Il singolo Fortuna si rivela un vero e proprio hit radiofonico, tanto convincente da fruttare persino una cover in portoghese dei Brazilian Love Affairs, entrata in classifica anche in Italia. Le sue capacità di autore lo portano a collaborare all’album d’esordio di una giovane artista, anch’essa catanese, scoperta dal suo manager Francesco Virlinzi e pronta a tentare la grande avventura. La giovane artista si chiama Carmen Consoli e Mario collabora attivamente al suo primo album, Due Parole, per il quale co-firma Amore di plastica, brano presentato a Sanremo Giovani nel 1996 e tuttora uno dei classici della Cantantessa, e La semplicità. In quell’anno esce anche il secondo album solista di Mario, Microclima. Dieci episodi di pop evoluto, un particolarissimo mix di elementi diversi inconfondibilmente marchiati dalla sua penna e dalla sua voce. Già il titolo esprime egregiamente tutto il mondo di Mario Venuti, autore di una musica che trova le proprie radici in paesaggi sonori tanto diversi quanto affascinanti. Così il Mediterraneo si mischia ai Tropici - nella title-track e nelle delicate Le maniglie dell’amore e Punta del faro. Il pop inglese compie escursioni nella tradizione afro-brasiliana, come nel singolo Niña Morena. La provincia si catapulta nella modernità alienante delle metropoli, nei desolanti e ballabili scenari di A ciascuno il suo e il ritratto incantato di Palermo in Ballata per una città. È un disco che conosce ancora le suggestioni world del precedente ma le presenta come sottili venature. Sempre nel 1996, a pochi mesi di distanza dall’uscita di Microclima, Mario Venuti riceve il premio Max Generation in occasione della manifestazione Milano Vende Musica, dedicata agli operatori del settore. Nel 1997 partecipa a Sanremo Giovani con un brano di grande intensità e immediatezza, Il più bravo del reame, preludio ad un nuovo album che sposa insieme passato e presente della sua produzione, accostando alcuni classici dei Denovo ai principali momenti artistici della sua carriera da solista e a una preziosa manciata di inediti particolarmente ispirati. L’album, intitolato Mai Come Ieri, esce nel giugno del ’98 e frutta a Mario un nuovo grande successo con il brano che dà il titolo al lavoro, cantato in coppia con Carmen Consoli. Ma c’è spazio anche per altri splendidi inediti, come Sto per fare un sogno, E’ già domani, mentre dal repertorio dei Denovo affiorano piccoli gioielli come Niente insetti su Wilma, Sant’Andrea e Se tengo il passo, riarrangiati e riproposti in nuove versioni. Il successo del singolo Mai come ieri, e dell’album, permette a Mario di effettuare nel 1999 una lungo tour italiano in cui rimette a fuoco la sua identità musicale, perennemente in bilico tra tentazioni bahiane, pop-rock anglosassone e una “corda pazza” tutta siciliana e mediterranea. Nel marzo del 2000 iniziano le registrazioni di un nuovo album di inediti, ma a novembre dello stesso anno la lavorazione viene interrotta drammaticamente dalla scomparsa di Francesco Virlinzi, discografico di Mario e proprietario della Cyclope Records. Nel maggio del 2001 l’etichetta concede a Mario una liberatoria che gli permette di acquistare la proprietà del suo album, mentre ad ottobre dello stesso anno, in attesa di pubblicare il suo nuovo lavoro, Mario firma un contratto editoriale che lo lega alla BMG Ricordi. Siamo così ai giorni nostri. A gennaio del 2003, grazie all’etichetta discografica indipendente Musica & Suoni di Nuccio La Ferlita, già manager di Mario, arriva finalmente in tutti i negozi grandimprese, il nuovo album. 10 canzoni anticipate dal singolo “Veramente” tra cui spicca anche una cover di Ivan Graziani, MonnaLisa. La popolarità di Mario esplode attraverso la radio e le televisioni che trasmettono incessantemente Veramente e relativo video. C’è come una caratteristica di fondo nelle canzoni e nei dischi di Mario, quella “leggerezza pensosa” di cui scriveva Italo Calvino: che non è banalità, ma la capacità di restituire la semplicità e l’esattezza delle cose. Così nella sua musica. L’estate del 2003 la gira in una lunga tournée che raccoglie sold out in ogni città toccata.
E arriviamo ad oggi. Mario è salito sul palco di Sanremo, all’interno del Festival Della Canzone Italiana. E la sua Crudele (inaspettatamente? C’è chi dice di no…) ha vinto due premi importanti e prestigiosi: il Premio Mia Martina (più comunemente noto come Premio della Critica), assegnato dalle 109 testate giornalistiche accreditate presso la sala stampa dell'Ariston, e il Premio Radio e TV private. Una piccola gemma, Crudele… Leggete cosa dice Mario della sua canzone, che racconta il risvolto masochistico che può esistere nei sentimenti. In tutti i rapporti penso che ci sia una componente di sofferenza. Il protagonista canta “sono una persona che ama solo quando soffre o quando sente vicino l’abbandono”. E’ un gioco di rimandi fra vittima e carnefice.
Conclusasi con sucesso l'avventura sanremese gli impegni di mario continuano con la partecipazione al "festival bar 2004"e numerose tappe in giro per l'Italia del suo tour estivo"le grandimprese 2004". Un'altro importante evento in questo anno di successi è la firma del contratto con una prestigiosa etichetta discografica come l'universal, che distribuirà anche il suo nuovo album , di cui è prevista l'uscita per il 2006.
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